lunedì 1 settembre 2008

Tomtom

Una finestra sulla città

Senti
Senti ah... come mai ti piaccio tanto io

Non lo so...

Ah.. Tom, sai... Non si può sempre dire si, o no, non lo so, capisci,
insomma ci dev'essere una ragione e sarebbe carino conoscerla
allora perchè non ci pensi, io... mmh... aspetto.


Silenzio sospeso


L'amore non potrà mai essere descritto alla maniera del cielo,
o del mare, o di un altro qualsiasi mistero,

è l'occhio col quale vediamo,
è il trasgressore nel santo,
è la luce all'interno del colore.

Sapevo che quelle parole mi sarebbero servite prima o poi,
dovevo ringraziare Easy che me le aveva dette.


Tacete o stolti che volete parlare d'amore.


giovedì 21 agosto 2008

Bojanov


Mi hai rubato la giovinezza maledetto, per due anni lo ho aspettato questo giorno, sono sposa da dodici ore e quel porco è ubriaco fradicio.

Porco
Maiale
Sono sposa da dodiciore e ti ubriachi da schiattare.


puh!
Quelli la vita mi vogliono rovinare, vogliono succhiare il mio cervello con i loro aghi.
Io non sono matto che mi devono bucare in testa.
Mi vogliono prendere l'anima.
Butta giu le pasticche mi hanno detto bevi la medicina devi bere la medicina,
ma io sono scappato
Mi vogliono legare l'anima e portarla in giro come l'orso Bojanov.
Ma io non sono un orso, io non sono Bojanov l'orso che lo leghi con la corda.
Vogliono le mie ali
Io non voglio dare le mie ali
le ali qualche volta mi portano in alto
qualche volta in basso
qualche volta cantano
qualche volta piangono
qualche volta ridono.
Anche dio è stato qui, sulla terra tra la gente,
e quando ha incontrato i gitani allora ha preso ed e volato sopra un altra volta
ma io non ho colpa se lui è rivolato sopra



musica accennata




no non girare sulla testa

hai finito i soldi?

ma guarda il padre eterno che si deve vedere, non ci si crede, Dio se esisti mi devi aiutare. Sempre così, tutto quello che ho guadagnato se lo prende lui,

quella gran testa di maiale, ogni volta lui soffia e mi vuota le tasche.
100.

me li dai

Lo sapevo che te li davo,
lui vince e ride sempre così, sempre così,
d'accordo Dio fallo vicere,
però una volta almeno una volta gardami, fatti vivo anche
con me se esisti dio dimostralo,
fammi vincere, io crederò in te per sempre.
Anche la casa mi gioco per vincere una sola volta
e gli porto via tutto come
ha fatto lui con me
per vincere quella testa di maiale anche la vita mi voglio giocare.

Fammi vincere Dio fai almeno questo
solo questo per i gitani,

una
volta mi basta una solo volta gran testa di maiale
se vinco ti fotto pure la mamma.
Tutto mi riprendo in una sola volta.



Maiale, buttatelo dentro al fosso, così gli passa la sbronza.
Due anni ho aspettato, hai rovinato il giorno delle nozze maiale.
Cane.
Cane schifoso.
Nel vino è andato ad affogarsi.
Eh?
Fango sei.
Fango.
Il giorno delle nozze assassino schifoso guardatelo sembra morto.
Ubriacone
proprio oggi,
non poteva aspettare.
Cane.


Non ti scordare Dio del tuo credente...

domenica 10 agosto 2008

Postdamerplaz


"

Il mondo sembra oscurarsi al crepuscolo, ma io lo racconto come all'inizio, con la mia cantilena che mi tiene in vita, dispensato dai tumulti dell'ora, e risparmiato per il futuro.

Basta con l'espansione nel tempo avanti e indietro nei secoli,
posso pensare solo da un giorno all'altro.
I miei eroi non sono piu guerrieri e re ma i fatti di pace, uno vale l'altro:
le cipolle messe a seccare, buone come il tronco d'albero che porta attraverso la palude, ma ancora nessuno è riuscito a cantare un epos di pace.
Cosa c'è nella pace che alla lunga non entusiasma e non che si presta al racconto.
Devo darmi per vinto ora?
Se mi do per vinto allora l'umanità perderà il suo cantore,
e quando l'umanità avrà perso il suo cantore, avrà perso anche l'infanzia.



Non riesco a trovare la Postdamerplaz.

No, credo sia qui...

No no, non può essere, perchè nella Postdamerplaz c'era il caffè Josti. Ci venivo
il pomeriggio a chiacchierare e a bere un caffè, guardavo la gente, dopo aver fumato i miei sigari da "Lounse una Wolff", una tabaccheria prestigiosa, proprio qui di fronte.

Allora, non può essere qui la Postdamerplaz.
E no, non si incontra nessuno, cui poter chiedere.

Era una piazza animata, tram omnibus a cavalli e due auto: la mia e quella della cioccolata Hamman.

Anche i magazzini Werthein erano qui, e poi,
all'improvviso la,
sventolarono delle bandiere.
L'intera piazza ne era piena
e la gente non era più gentile
e neanche la polizia.
Ma non mi do per vinto, finchè non ho trovato, la Postdamerplaz.


Dove sono i miei eroi?
Dove siete voi figli miei?
Dove stanno i miei?
Gli ottusi?
Quelli delle origini?


Chiamami, oh musa, il povero immortale cantore, che, abbandonato dai mortali suoi uditori, perse la voce, lui che angelo del racconto, è diventato il suonatore d'organetto là fuori, ignorato o deriso, alle soglie della terra di nessuno.



"

venerdì 18 luglio 2008

FRAAAM

Interno di un negozio antiquario un "cliente" parla al vecchio gestore.

"

A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri.

Stanno su per anni
poi senza che accada nulla
ma nulla dico!

Fraam!

giù!
cadono.

Stanno lì attaccati al chiodo,
nessuno gli fa niente,
ma loro a un certo punto,

Fraaam!

cadono giù, come sassi.

Nel silenzio più assoluto
con tutto immobile intorno
non una mosca che vola
e loro

Fraaaam!

Non c'é una ragione.
Perché proprio in quell'istante?
Non si sa.

FRAAAAM!


Cos'é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più?
C'ha un'anima, anche lui, poveretto?
Prende delle decisioni?
Ne ha discusso a lungo col quadro.
Erano incerti sul da farsi
ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso

una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello

FRAAAAAM!

O lo sapevano già dall'inizio,
i due,
era già tutto combinato...

Guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene
okay allora intesi per il 13 maggio
okay
verso le sei
facciamo sei meno un quarto
d'accordo
allora buonanotte
'notte.

Sette anni dopo
13 maggio
sei meno un quarto

FRAAAAAM!

Non si capisce.

E' una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto.

Quando cade un quadro.
Quando ti svegli, un mattino e non la ami più.
Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra.
Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui.
Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio.

"

giovedì 10 luglio 2008

Stanza 717 del Chelsea Hotel

Un nastro si riavvolge.

Che cosa ci faccio io qui,
questa è la domanda Jimi,
perche sono qui e non altrove,
forse Lisa ha bisogno di Jimi e Jimi di Lisa,
ma l'amore è ben altro che bisogno o dipendenza,
l'amore è amore e basta, non devi aspettarti niente in cambio,
ma noi noi ci amiamo ancora Jimi?
che cosa ci fa qui lisa?

Tamburi di una futuristica tribu e stridore di elettrocorde urlanti.

Era ormai un anno che Lisa se ne era andata, e io navigavo di nuovo in un mare scuro, altre volte ne ero uscito, ma questa volta non avevo più stelle nell'anima.
Non so se vi è mai capitato.
Ti svegli al mattino e il tuo solo desiderio è quello di sprofondare di nuovo nel buio, meglio senza sogni, comunque non ricominciare a vivere.
Non so dove siete in questo momento, ma provate a pensarci, il vostro sangue è diventato denso come catrame, i pensieri giaciono al suolo come uccelli morti, il respiro è sospeso.
La Hocosama Star poteva andare a fanculo.
Inutile negarlo, mi ero perso.
Adesso sto scivolando, i dati di caricamento del programma scorrono rapidi, al limite del mio campo visivo.
Io resto qui seduto, in questa stanza d'albergo e aspetto.
Il virus indiano non è stato ancora inserito e anche se so che tutto questo può uccidermi, mi sento tranquillo, del resto siamo ancora sulla pista.
Non abbiamo ancora iniziato a volare.
Stanza 717 del Chelsea Hotel, domani è la vigilia di Natale e proprio non riesco a credere che tutto era cominciato solo due giorni fa.

Un fruscio...
Cambio parte.

domenica 6 luglio 2008

Un tamburo comincia a sunare...

Il vecchio davanti al fuoco la tribù attorno, givani, anziani, donne, figli, padri, madri .
Il vecchio inizia a raccontare una storia:

''

E un uomo sedeva da solo sprofondato in una grande tristezza;
tutti gli animali si avvicinarono a lui e gli dissero: "non ci piace vederti così triste chiedici quello che vuoi e lo avrai."


L'uomo disse:"Voglio avere una buona vista."

L'avvoltoio rispose: "Avrai la mia."

L'uomo disse: "voglio essere forte."

Il giaguaro rispose: "Sarai forte come me."

Allora l'uomo disse: "Vorrei tanto conoscere i segreti della terra."

Rispose il serpente: "Te li mostrerò."

E così fu con tutti gli animali...

E quando l'uomo ebbe tutti i doni che loro potevano dargli se ne andò.

E il gufo disse agli altri animali: "Ora l'uomo sa molto ed è capace di fare molte cose. Improvvisamente ho paura"


Il cervo disse: "L'uomo ha tutto quello di cui ha bisogno. Ora non sarà più triste."


Ma il gufo disse: "No. Io ho visto un buco nell'uomo profondo come una fame che mai si placherà. Questo lo rende triste e lo spinge a desiderare.
Lui continuerà a prendere e a prendere finchè un giorno il mondo dirà: 'non esisto più e non ho più nulla da dare' "

"

Un tamburo comincia a sunare...


martedì 24 giugno 2008

2353

Alex lancia i dadi, la camera inquadra il tavolo dall'alto ed esce una doppia di due, poi arriva qualcuno, parole parole, ma non si dice nulla davvero...

Alex?
ah mi hai spaventato.
come va Isac tutto a posto?
benone.
mi fa piacere vederti.
Se sapessi ero così stanco di stare a Parigi non puoi capire
sediamoci.
sai sono contento che mi hai chiamato, era un po che non ci vedevamo eh...
ti ho ordinato un caffè va bene? ti va?
ah si benissimo grazie, allora come ti va la vita?
bene... tutto a posto direi a postissimo, sto benone
senti un po, ma sei sicuro che vada tutto bene come dici?
si, va tutto bene. E a te?
a me oh... decentemente, insomma non al massimo però decentemente.
ottimo sono contentissimo di vederti
e io sono contentissimo di vedere te. Sai, era così tanto tempo che non ci vedevamo che quando mi hai chiamato per dirmi vediamoci ho pensato che avessi qualche guaio.
no volevo solo vedereti punto.
anch'io ne avevo voglia una voglia matta di vederti.
sicuro che non c'è niente niente che mi devi dire, qualcosa ti preoccupa?
perchè dev'esserci per forza qualcosa.
no ma figurati, però quando hai telefonato ho intuito che c'era qualcosa, non so qualcosa di cui magari mi volevi parlare che cè di male.
isac non c'è niente che non va davvero va bene.
si sicuro.
mi sa che tu sei pazzo.
sicuro di non avere un peso che vuoi levarti dallo stomaco
devo inventare qualche storia, se ti fa piacere la posso inventare per te.
no che ti salta in testa non voglio, non voglio che inventi proprio niente, sono il tuo migliore amico devi sentirti libero di dirmi la verità di dirmi cosa c'è, cos'è che ti assilla.
vuoi smetterla di rompere le palle.
daccordo capito non insisto non insisto.
grazie.
prego.
isac non c'è nessun problema.
beh alex io vado.
di gia, sul serio.
si, che dovrei fare, se hai deciso che con me non vuoi parlare, non voglio che sia un problema.
non ci sono problemi isac, lo capisci o no nessun problema.
certo che lo capisco. Facciamo così:se ora non vuoi affrontare il discorso chiamami quando vuoi, daccordo, magari questo per te non è il momento migliore. Bene sono stato molto contento di vederti
anch'io molto contento, mi dispiace di averti deluso ma non c'è niente che non va, davvero.
daccordo daccordo capisco.
no non hai capito niente.
chiamami alex.
ci vediamo isac, ci vediamo presto.

Poi altri tre tiri di dadi, doppia di 3 doppia di 5 doppia di 3.